
La cancelliera: “Ma per una volta che arrivo in tempo per timbrare non mi fanno entrare!”.
L’avvocato: “Mi hanno fatto uscire, ho fatto a un carabiniere la battuta sulla telefonata su Fantozzi e l’accento svedese, stranamente non l’ha capita”.
La giudice: “Ci hanno fatti uscire alle 9.30 ma alle 8 il palazzo, quando sono entrata, era già in protezione. Mah”.
La fonte: “Telefonate da numeri virtuali”.
Il magistrato: “Ah è stato fissato quel processo”.
Il sindacalista: “Forse c’è un pacco al primo piano”.
I poliziotti: “Tutti dietro al nastro, siamo qui a fare sicurezza mica a giocare”.
Il traslocatore al poliziotto: “Oh ma devo passare, alzami sto nastro”.
La cancelliera: “Ma mi scadono i termini per un tentato omicidio!”.
Il magistrato: “Una Mot dice che non si entra fino al pomeriggio, secondo me è wishful thinking”.
Ma il terribile allarme di evacuazione stavolta ha funzionato? “Sì, ma al Riesame non si sente”.
Un avvocato monello: “Speriamo sia la volta buona”.
Tutti insieme, mortali e immortali, in attesa. Nel sole freddo di via Freguglia. Passa la protezione civile: “Volete dell’acqua?”. Bisogna aspettare.
+++ Aggiornamento +++
Finisce che non c’era nessuna bomba. Ma tre arrestati per reati di poco conto vengono liberati appena prima che scadano i termini: non era possibile celebrare le udienze di convalida. Immaginiamo i tre alzare un calice per l’anonimo telefonista. I cronisti nel pomeriggio chiedono a una esperta pm: “Ma non è che tra quelli liberati c’era uno spacciatore di Rogoredo preso a caso?”. Qualche frazione di secondo poi la magistrata sorride, con un guizzo negli occhi.
Un avvocato amico di Giustiziami aggiunge il suo personale episodio di socialità. “Mi sono tanto divertito. E ho scroccato anche una caramella a un giudice, ma non dirò il nome”. Tranquillo, il reato di scrocco non è previsto nella prossima riforma della giustizia. In ogni caso verrebbe senz’altro bocciato al referendum.
