C’era un indagato che non era lui. Gli mandano un invito a comparire. Prima gli viene un colpo, poi s’incazza e alza la cornetta. Prontooooo, procura di Sion? Mi chiamo Jérémie Rey, sono del 1949, mi avete convocato come indagato per la strage di Crans Montana. Guardate che quello lì è un altro, si chiama quasi uguale! Scatta la verifica. “Dopo un controllo sul programma BDR-online si è trovata la persona giusta – si legge nelle carte appena depositate – e cioè Monsieur Jean Daniel Jérémie Rey, nato il 23 febbraio 1958″. A quel punto è Sion ad alzare la cornetta per rassicurare il malcapitato omonimo-ma-non-troppo. Per telefono, “viene indicato al signor Jérémie Reym che la citazione è annullata“. E pure l’iscrizione nel registro degli indagati: “Une nouvelle ordonnance d’extension de l’instruction est faite à l’encontre de M. Jean Daniel Jérémie Rey, né le 23 février 1958 ainsi que l’inscription au casier
judiciaire. Une nouvelle citation lui est adressée pour le 3 juin 2026″. Voilà.

Dai può capitare a tutti però. A quanti di noi giornalisti è successo di cercare le foto di una persona sui social e fare casini con i profili? (Ne ricordiamo una su una ragazza che non c’entrava nulla con la storia di Ruby, ma che per omonimia finì su tutti i giornali, chiese i danni, fu risarcita).
Sennonché alla procura di Sion sembrano un po’ distrattini, quasi peggio dei giornalisti. Avevano infilato nel fascicolo le chiamate al 144 (centrale unica) della sera della strage. C’era finito di tutto. Gente che chiamava per il gatto sull’albero o giù di lì. Soprattutto l’audio di un ragazzo italiano che raccontava in diretta la storia di una ragazza in fuga la quale minacciava di denunciarlo per un presunto non-stupro a casa di una famiglia di una qualche notorietà che inizia con la B. Certo non sarà perché se n’era accorto Giustiziami, sta di fatto che qualche tempo dopo la questione è stata sollevata e il fascicolo è stato depurato dalla roba che non c’entrava nulla. Sparita la chiamata inconferente. Al nostro eccellente pubblico poliglotta dotato anche di Google translate offriamo qui sotto la conferma nell’originale poliziottese, da una lettera alle procuratrici: “Conformément à Vos demandes – scrive l’agente di Pg – nous avons écouté les enregistrements contenus dans le support informatique susmentionné et avons supprimé les fichiers audios qui n’étaient pas liés avec la présente procédure. Afin de garantir la suppression complète des données tierces, une copie des enregistrements retenus a été effectuée sur une clé USB vierge. Son contenu a été protégé par un mot de passe, identique à celui utilisé pour accéder au contenu original”. Cancellati. Bien fait!

