Cronache e non solo dal Tribunale di Milano

Categoria: Nera

  • Quaranta operai a caccia di una talpa

    Si è aperto questa mattina davanti alla quarta sezione penale del tribunale di Milano, presieduta da Oscar Magi, il processo per la singolare e misteriosa vicenda del dossieraggio a carico dei lavoratori dell’ex Alfa Romeo di Arese. Sul banco degli imputati Angela Di Marzo, titolare di alcune società di sicurezza aziendale, accusata di istigazione alla rivelazione di segreti d’ufficio. Manca, perchè nonostante le lunghe indagini della Digos non è mai stato identificato, il complice della Di Marzo: ovvero colui che – probabilmente dall’interno dei carabinieri o della prefettura milanese – passò alla donna un appunto riservato del nucleo Informativo dell’Arma. Era un appunto sulla figura di Corrado Delle Donne, leader storico dei cassintegrati Alfa Romeo e oggi alla testa delle lotte per il reintegro degli ultimi dipendenti della azienda di Arese. Della Di Marzo le cronache si sono dovute occupare in un recente passato anche per un altro episodio di natura analoga, il ritrovamento di una falsa microspia nell’ufficio del city manager di Milano Giuseppe Sala, per il quale è stata processata e assolta. (altro…)

  • il 16/12 fissata cassazione abu omar, ora pollari rischia il carcere

    La Cassazione ha rotto gli indugi e fissato il processo che dovrà decidere se confermare o respingere la condanna inflitta nell’ appello – bis a Niccolò Pollari e Marco Mancini per il sequestro dell’ex imam di Milano Abu Omar. A quanto apprende ‘Giustiziami’, la Suprema Corte si riunirà il 16 dicembre prossimo per valutare la vicenda e la possibilità che gli ex vertici del Sismi finiscano in carcere adesso si fa concreta. (altro…)

  • La perizia che farà condannare Kabobo

    Un uomo all’alba uccide a picconate tre passanti perché ha sentito delle “voci”. A chi lo interroga in carcere mesi dopo racconta di considerare “pazzo” suo fratello che tentò di massacrare con un machete la madre. Quell’uomo col piccone è matto? E, se lo é, va processato o deve essere spedito senza pensarci in un ospedale psichiatrico?

    La perizia che ha dichiarato oggi ‘capace di intendere e di volere’ Adam Kabobo, il ragazzo di origini ghanesi che l’11 maggio scorso terrorizzò Milano, interpella il concetto di libertà dell’essere umano. Per gli autori della consulenza disposta dal gip Andrea Ghinetti (consultabile nella sezione ‘Documenti’), Kabobo soffre di schizofrenia ma, quando sferrò a caso il piccone, la sua capacità d’intendere (comprendere il significato delle proprie azioni) “non era completamente assente” e quella di volere (controllare gli impulsi) era “sufficientemente conservata”. (altro…)

  • Il silenzio dei giornaloni sulla procura che non fa indagini

    Repubblica zero righe imitata dalla Stampa. Il Corriere della sera 15 righe in cronaca nascostissime. E’ il silenzio dei giornaloni sulla notizia relativa alla procura generale che ha tolto 7 inchieste per frode fiscale ai mitici pm del quarto piano per una ragione molto semplice. Tecnicamente si chiama “inazione”. In parole povere non indagavano. Un gip ha detto no alle richieste di archiviazione ed è scoppiata la bufera di cui i grandi giornali non intendono parlare.

    Si tratta di una storia vecchia che risale ai tempi di “Mani pulite” quando i grandi editori che erano anche imprenditori d’altro e sotto schiaffo del pool la fecero franca in cambio dell’appoggio mediatico alla falsa rivoluzione impersonata da un magistrato peraltro abituato a vivere a scrocco degli inquisiti del suo ufficio e che in pratica era anche peggio dei politici finiti in carcere. Insomma una sorta di corruzione organica tra editori e magistrati. E così pure a distanza di vent’anni le disavventure della procura non meritano articoli.

    Tra gli indagati delle 7 inchieste per evasione fiscale non c’è il cavalier Berlusconi. Ovvio. In quel caso l’indagine sarebbe stata veloce. Come non c’era Berlusconi di recente neppure in un’altra inchiesta il cui fascicolo, Sea per turbativa d’asta, venne dimenticato-perso (non si è mai capito) e poi ritrovato solo quando apparve sui giornali la notizia che da Firenze a Milano erano state trasmesse intercettazioni con il sospetto che fosse stata pilotata la gara vinta da Gamberale. Succede che i magistrati a volte si impegnano per dare ragione al Cav ma i giornaloni non lo scrivono (frank cimini)

  • Abu Omar, Pollari verso prescrizione, da Cassazione gioco delle 3 carte

    L’ex direttore del Sismi Nicolò Pollari condannato in appello a 10 anni di carcere per il sequestro dell’imam Abu Omar ormai non corre alcun rischio di finire in carcere. La Corte Costituzionale infatti ha fissato all’11 febbraio l’udienza in cui deve decidere sul conflitto di attribuzione tra poteri dello stato sollevato dal governo Monti e poi anche dal governo Letta in merito alla sussistenza del segreto di stato. La Cassazione aspetta la decisione della Consulta e non solo non ha fissato date ma nemmeno congelato il decorso della prescrizione che scatterà inevitabilmente il 17 febbraio dell’anno prossimo. Insomma la Suprema Corte ha fatto il gioco delle 3 carte per salvare Pollari e gli altri appartenenti ai servizi segreti che in pratica non corrono più alcun rischio di scontare la pena. A contribuire ad allungare i tempi c’è stato anche il secondoconflitto di attribuzione sollevato da Palazzo Chigi, gestione Letta, nei confronti dei giudici milanesi, la cui ammissibilita’ sara’ vagliata dalla Consulta il 9 ottobre prossimo. Se anche questo secondo conflitto sara’ dichiarato ammissibile (decisione scontata) verra’ poi trattato nel merito assieme al primo nella medesima udienza dell’11 febbraio. La Cassazione ha dimostrato che ha fretta solo quando vuole. Giustamente fissò a luglio scorso davanti alla sezione feriale l’udienza Mediaset con tra gli imputati Silvio Berlusconi. Berlusconi evidentemente non ha possibilità e capacità di ricattare nessun potente. Pollari, al contrario sì. E lo si era capito da tempo, se si considera che sono stati governi di diverso (si fa per dire) colore (Prodi, Berlusconi….) a sollevare conflitti in relazione al segreto di stato sui rapporti tra Cia e Sismi, estesi anche al fatto reato: un terrorista molto presunto rapito trasferito in Egitto, torturato, sodomizzato, parte civile nel processo in cui non ha avuto possibilità di essere presente perchè le autorità del suo paese, a iniziare da Mubarak, lo “zio” di Ruby, fino ai suoi successori, non hanno mai risposto ad alcuna rogatoria dei magistrati di Milano. Insomma quello dell’imam della moschea di via Quaranta fu un sequestro di Stato, o meglio di Stati, con tutte le autorità preposte impegnate a violare quella legalità con cui si sciacquano la bocca tutti i giorni pur di coprire un crimine gravissimo. Gli unici condannati sono gli agenti della Cia, alcuni addirittura dall’identità probabilmente indefinita e che mai saranno estradati e il militare Joseph Romano salvato a sua volta dalla grazia concessa dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E’ una vicenda vergognosa che dimostra ancora una volta che la giustizia non è uguale per tutti e questo al di là di come finirà i suoi giorni il cavalier Berlusconi, unico argomento di cui si continua a discutere in un paese dove sono al potere dei pagliacci.

    (frank cimini)