Il QR sulla porta, l’ultima frontiera per prendere appuntamento col magistrato

Uno dei problemi che più incidono sulla salute mentale degli avvocati, oggetto di frustrazioni e lamentele, sono le ore di attese davanti alle porte dei pubblici ministeri per essere ricevuti e ottenere un colloquio.

Se un tempo, ricordano i veterani, c’erano rapporti di confidenza e confronto assidui tra legali e magistrati, adesso è diventato  più difficile avere la possibilità di un confronto che una sentenza di assoluzione. Qui ci piace ricordare l’affabile all’epoca (primi anni 2000) procuratore Corrado Carnevali che, una volta alla settimana, riceveva un uomo che gli raccontava del suo amore platonico per una nota cantante. Con pazienza, simpatia e rispetto ascoltava una persona che manifestava evidentemente delle fragilità.

Ed ecco che arriva, inaspettata, epifanica, una soluzione che ha le fattezze bianche e nere di un QR code, il codice a barre che apre ad altre dimensioni. Sulla porta di una magistrata al quarto piano, è apparso un foglio di carta con un ‘languido’ invito: “Scan me” e a fianco la spiegazione. “Fotografando con il cellulare l’immagine a fianco sarà possibile accedere alla pagina per gli appuntamenti. La disponibilità sarà comunicata mensilmente”.

Proviamo a cliccare il link ed ecco spalancarsi un mondo di appuntamenti con addirittura due alternative: “(Telefonico) Appuntamento 15 minuti” con indicazione del numero da comporre e (In presenza) Appuntamento 15 minuti presso la Procura”. Sotto appare il calendario da compulsare per selezionare date e orari disponibili. Con quale frequenza, non tocca a noi scoprirlo.  (manuela d’alessandro)

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