Le molliche di pane per la rondine prigioniera del Tribunale

 

 

“Era bellissima”. Quando l’hanno vista volare, gli impiegati dell’ufficio ‘Ritiro copie’ sono stati trafitti da un raggio di bellezza. Poi lei si è infilata in una crepa dello stanco Palazzo di Giustizia, dove il muro aveva ceduto, in un punto troppo alto per aiutarla a scendere. Sono rimasti col naso all’insù a scrutare ogni piccola oscillazione nel nido di cemento. Hanno chiamato i vigili del fuoco e quando sono arrivati lei è uscita a tradimento, volava e rimbalzava contro le vetrate del terzo piano. Carcere a vita. I vigili se ne sono andati come i medici che dicono che non c’è più nulla da fare. Era venerdì e loro  hanno deciso di lasciarle una fila di molliche di pane sul davanzale con a fianco un cartello destinato a chi vuole mettere sempre tutto in ordine. “Si prega di non buttare  niente. C’è una rondine che non riesce a uscire dal Palazzo”. Da allora non l’hanno più vista. Oggi qualcuno diceva: “C’è una cosa nera nel buco. E’ lei, è morta”. (manuela d’alessandro)

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