
“Buonasera, dovrei passare da qui per andare a lavorare in via Mengoni”. “Non è possibile passare”. “In che senso?” “Questo è il dispositivo”.
Per una buona mezzora un cittadino determinato ad andare a lavorare nel suo ufficio (sì, ci sono persone che lo fanno anche di notte e del resto non era questa la città elegante Cavaliera del Lavoro?) viene bloccato dalle transenne presidiate dagli agenti della Polizia di Stato e da quelli della Locale. Siamo in piazza Duomo. “Provi a passare da via Larga” viene esortato il cittadino. Ma anche lì ‘no way’, fa scudo un cortese vigile urbano che ha appena finito di discutere con un automobilista stizzito per il traffico bloccato. Il cittadino in attesa di capire le tempistiche attacca la sua bicicletta a un palo sul marciapiede. Di nuovo gentile ma perentorio il ghisa: “Non potrebbe metterla un po’ più lontano? Potrebbe dare fastidio”.
A chi, non si capisce. Transenne, camionette della polizia, carabinieri sono qui per blindare la Vogue World ospitata dalla Galleria Vittorio Emanuele. Le misure di sicurezza sono degne di un G8. A partire dalle 18, si legge sul sito del Comune di Milano, i pedoni e le persone coi monopattini non possono entrare in piazza Duomo e in piazza alla Scala, dalle 17 e 30 alle 20 e 30 sono chiuse al traffico via Manzoni, Case Rotte, via Verdi, Santa Margherita alla Scala, piazza Duomo con esclusione dei residenti e delle auto dirette agli hotel. Tutto per 45 minuti a cui dovrebbero avere partecipato, perché i nomi sono stati tenuti segreti fino all’ultimo, Anna Wintour, Beyoncé, Di Caprio. Tutta loro la città e tutto loro l’oro della città.
Manuela D’Alessandro

L’illusione è pensare di poter creare un rapporto di amicizia, di stima o addirittura di affetto con questi pm.