Ci eravamo lasciati che la Procura di Milano aveva inviato alla Commissione Antimafia le carte dell’indagine sulle designazioni e le ‘bussate’ alla sala Var di cui è stata chiesta, nel frattempo, l’archiviazione. E invece, stando a quanto apprende Giustiziami, non si sarebbe realizzato nessun passaggio di atti. Anzi. Ci sarebbe stata addirittura una retromarcia rispetto a una disponibilità iniziale.
I fatti, così come sono stati riferiti dalle nostre fonti. A giugno sarebbe arrivata in Procura la richiesta dei documenti dell’inchiesta da parte di un comitato interno alla Commissione interessato a visionare il fascicolo alla luce delle recenti inchiesti milanesi sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle curve dell’Inter, indagata per la legge 231 e poi archiviata nell’indagine sul mondo arbitrale, e del Milan. Dalla magistratura milanese non sarebbe arrivata nessuna risposta ufficiale.
A luglio – questo è l’aspetto più singolare del retroscena – dai vertici della Commissione Antimafia sarebbe invece giunta la comunicazione che non c’era più interesse a leggere il dossier investigativo.
Mistero assoluto sulle ragioni per cui la curiosità sarebbe svanita nel giro di qualche settimana. Intanto anche la Procura della Figc ha chiuso la vicenda, non rilevando illeciti sportivi né sul tema delle presunte designazioni favorevoli all’Inter, né sui ‘suggerimenti’ da parte dell’ex designatore Gianluca Rocchi e di altri alla Sala Var in occasioni dei casi dubbi.
Di certo c’è che davanti al grande schermo di Lissone ormai gli arbitri vanno molto di rado a cercare lumi mentre prima era un continuo andirivieni per consultare l”oracolo’.
Manuela D’Alessandro


L’illusione è pensare di poter creare un rapporto di amicizia, di stima o addirittura di affetto con questi pm.