Cronache e non solo dal Tribunale di Milano

C’è o non c’è questa inchiesta sul calcio a Milano?

C’è un’inchiesta a Milano che per oltre un anno ha viaggiato sotto traccia e nella quale, dopo qualche mese di intercettazioni, si è deciso di non andare a prendere i telefoni e i dispositivi di indagati e non. E così facendo non si è guardato nelle chat, come ormai si fa sempre in qualsiasi indagine che si rispetti.

C’è un’inchiesta a Milano in cui un paio di inviti a comparire importanti, poi, sono saltati fuori di colpo il 25 aprile, grazie al lavoro di una cronista, ma nessuna informazione utile è stata fornita per almeno tre giorni ai giornalisti, che volevano avere un quadro minimo e indispensabile da presentare doverosamente.
C’è un’inchiesta a Milano di cui, dopo quei tre lunghi giorni di silenzio, si è potuto sapere qualcosa ufficialmente: cosa non c’era dentro o meglio cosa non si sarebbe andato a cercare, chi non era coinvolto, chi non era indagato.
C’è un’inchiesta a Milano che, dopo aver fatto il botto mediatico malgrado le non notizie lanciate come acqua sul fuoco, ha riempito per qualche giorno un corridoio e i taccuini per una manciata di testimonianze. Fase, comunque, prontamente sedata dopo un vertice con tanto di annuncio più o meno ufficiale di quello che non si sarebbe fatto o più fatto.
Non c’è un’altra inchiesta a Milano come questa, un’inchiesta per la quale è così complicato tifare.

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