Giudici: perché il Giambellino non era una “associazione”

“C’era la continuazione tra più fatti di occupazioni abusive di immobili ma va esclusa l’esistenza di una associazione per delinquere” Lo scrivono in 113 pagine i giudici della corte di appello di Milano per spiegare perché il 6 dicembre scorso avevano assolto  dal reato più grave i giovani del Comitato  Giambellino Lorenteggio che in primo grado erano stati condannati dopo essere stati agli arresti domiciliari e subito altre misure cautelari.

”Lo scopo del comitato era quello di occupare case popolari vuote e assegnarle ai richiedenti cercando poi di rendere definitiva l’occupazione contro le iniziative della polizia in particolare monitorando eventuali movimenti degli agenti” aggiungono i giudici secondo i quali si trattava di una ipotesi scolastica della associazione per delinquere che è cosa ben diversa dalla associazione per delinquere finalizzata alla esecuzione di un vasto programma criminoso per la commissione di un numero indeterminato e non preventuvato di reati.
Il Comitato agiva a livello di quartiere non aveva la pretesa di estendere le sue attivita’  fuori dai limiti territoriali ove se fosse presentata l’occasione.

La procura di Milano da questa vicenda esce seccamente  sconfitta. Ma purtroppo questo accade dopo la chiusura delle scuole di teatro e di calcio e pure della mensa popolare. Insomma i pm hanno distrutto il Giambellino azzerando la lotta per la casa e contro le disuguaglianze sociali. Uno dei pm apparteneva a Md e questo dimostra che quando c’è da praticare la repressione senza che vi sia sovversione Magistratura Democratica non è seconda alle correnti centriste e di destra.

(frank cimini)

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