Cronache e non solo dal Tribunale di Milano

Il buco nero delle informazioni sul carcere Beccaria

Dunque dopo mesi di incendi, evasioni tentate e riuscite il governo interviene sul carcere Beccaria silurando il comandante Daniele Alborghetti individuato, sostiene il sindacato UILPA della polizia penitenziaria, come il “capro espiatorio”. “L’avvicendamento non era affatto concordato – scrive il segretario Gennarino De Fazio -. Il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, lungi dall’affrontare compiutamente i problemi, per tentare di salvare la faccia, percorre la via più semplice e breve e trova un capro espiatorio”.

Quello che è certo è che, dopo gli arresti e le sospensioni di 21  agenti ad aprile per presunte torture e violenze, al Beccaria il fermento e le fibrillazioni dei giovani detenuti non sono mai cessate e, come sempre, di quello che è successo dentro all’opinione pubblica sono arrivate solo poche istantanee e nessuna spiegazione. Alcuni cronisti hanno visto la sera dell’uno settembre dei fuggiaschi essere catturati nella vegetazione che costeggia l’istituto dopo una rivolta che, riferiscono fonti di diverse sigle sindacali, era durata per tutta la notte e aveva visto coinvolti tutti e 58 i giovani ospiti della struttura.

Secondo il Dipartimento per la Giustizia Minorile invece la sommossa era stata “prontamente sedata senza alcun tentativo di evasione dei detenuti”. Il carcere, secondo le informazioni diffuse dai sindacati, era stato ridotto “ai limiti dell’agibilità”.

Cosa sta accadendo nel Beccaria? Mentre scriviamo altre tre persone sono evase. Nei giorni scorsi abbiamo provato a chiedere al Dipartimento di poter porre delle domande proprio al Comandante Alborghetti. La risposta era stata che, dopo un’istruttoria per vagliare l’istanza, si era deciso che no, le domande non potevano essere poste. Senza argomentare il diniego. Alla nostra obiezione che sarebbe stato importante per i cittadini poter conoscere un punto di vista importante su quello che succede in questo carcere così travagliato, ci era stato risposto così: “Noi facciamo le cose per bene”. (manuela d’alessandro)

 

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