Quando Umberto Bossi si presentò in procura per essere interrogato da Di Pietro dopo che al tele-processo Cusani erano “emersi” 200 milioni di lire da Montedison alla Lega Nord, chi scrive queste poche povere righe chiese a Bossi appena uscito in corridoio: scusi ma tra lei e il dottor Di Pietro chi è che ce l’ha più duro? “Ce l’abbiamo duro uguale, me l’ha detto proprio lui”, fu la risposta del Senatur, che intanto mostrava gli indici delle mani per rappresentare visivamente il paragone.
Dunque l’Eroe di Mani pulite e Bossi si erano confrontati nell’intimità oltre che sui soldi della Montedison al Carroccio. In prima battuta Bossi e la Lega avevano cercato di spiegare quei soldi come il compenso per una ricerca relazione della Lega sull’Africa consegnata all’ufficio studi della Montedison. Cioè una bufala, tipo Ruby nipote dì Mubarak.
Siccome l’argomento era importante per domande serie a Bossi accadde qualcosa anche nel 2001 quando la Lega non raggiunse il quorum. In via Bellerio, solenne conferenza stampa, e partiva il quesito cruciale: ma la Lega ce l’ha duro anche sotto il 4 per cento? “La Lega ce l’ha sempre duro come sanno tutti”, fu la replica. I leghisti presenti fecero osservare a chi scrive: “Lei che rappresenta la stampa estera (Il Mattino di Napoli n.d.r) deve sapere che oggi non c’è un funerale ma un battesimo. Si riparte”.
(frank cimini)

L’illusione è pensare di poter creare un rapporto di amicizia, di stima o addirittura di affetto con questi pm.