“E’ proprio lui?”. Un gruppo di signore lo scruta con animo sorpreso e anche un po’ ammaliato. L’ex presidente del Consiglio e dell’Austerita’ Mario Monti e’ seduto a uno dei tavolini del ‘pizzettaro’ di via Freguglia. Meta spartana di sopravvivenza culinaria per l’universo nevrotico del tribunale che a qualsiasi ora accoglie con sorriso e pizzetta di modiche dimensioni e prezzo. Il senatore a vita non attovagliato e’ vestito tutto di nero con scarpe nere e prende minuti appunti su un foglio di carta. Tutta questa magnifica sobrieta’ e’ interrotta dall’arrivo di un personaggio televisivo che dietro di se’ trascina la fantasmagorica coda di un ventennio di processi mediatici. “Scusi, glielo devo proprio chiedere che se no ci penso tutto il giorno: come si chiama il generale che va sempre in tivu’?” viene scosso il cronista nella sua assopita contemplazione di Monti. “E’ Luciano Garofano”.
Manuela D’Alessandro


L’illusione è pensare di poter creare un rapporto di amicizia, di stima o addirittura di affetto con questi pm.