giustiziami

Cronache e non solo dal Tribunale di Milano

Yara, pm monitorano la fedeltà di mamma Bossetti

E’ la funzione vicaria della magistratura che ormai non conosce più limiti. Da Bergamo, depositata ovviamente in edicola, arriva la notizia udite udite che la signora Ester Arzuffi ha concepito fuori dal matrimonio oltre a Giuseppe Bossetti, unico indagato per l’omicidio di Yara Gambirasio, pure il fratello Fabio. E per giunta con un uomo diverso da Guerinoni che sarebbe il padre naturale di Giuseppe.

L’indagine non è ancora chiusa, gli atti non sono a disposizione dei difensori dell’indagato ma in edciola e sul web esce di tutto ogni giorno. La procura sta facendo il processo sui giornali e questo purtroppo nel nostro paese non è insolito. Non parliamo del merito, degli indizi gravi o meno a carico di Bossetti ma del metodo. Non bastasse ciò, siamo costretti a sciropparci di continuo minuto per minuto la vita sessuale della signora Ester, dettagli e particolari, a chi la dava. Sorge il sospetto sia pure un po’ vago che i pm non siano così sicuri delle carte che hanno in mano per sostenere l’accusa e che di conseguenza come spesso accade abbiano deciso di celebrare il processo in anteprima sui giornali, sputtanando non solo l’indagato  ma pure i suoi familiari.

I pm di Bergamo sono gli stessi che dirottarono due navi per arrestare in relazione all’omicidio di Yara il tunisino Fikri. Agirono con le manette senza aver capito bene le parole intercettate. Fikri è stato prosciolto. Risarcito con 9 mila euro, nulla rispetto al fango che la procura gli aveva buttato addosso. E’ la giustizia bellezza. Ma anche la stampa non scherza. (frank cimini)

Morte Ferrulli, le motivazioni della sentenza che ha assolto i 4 poliziotti

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Sono motivazioni durissime nei confronti dell’accusa, tacciata di avere seguito la “vox populi” di un uomo morto per essere stato “ammazzato di botte” dai poliziotti, quelle con cui i giudici della Prima Corte d’Assise di Milano motivano l’assoluzione dei 4 agenti imputati per la morte di Michele Ferrulli (le potete leggere cliccando il file sopra). “Non ci fu alcuna violenza gratuita” da parte dei poliziotti – scrive il giudice Guido Piffer -gli agenti mantennero una condotta di ‘contenimento’ che era giustificata dalla legittimità dell’arresto”. Una condotta, secondo la Corte, “giustificata dalla necessità di vincere la resistenza di Ferrulli a farsi ammanettare” e che “si mantenne entro i limiti imposti da tale necessità, rispettando altresì il principio di proporzione”. Una lettura completamente diversa rispetto a quella del pm Gaetano Ruta che aveva chiesto 7 anni di carcere per i quattro in divisa per omicidio preterintenzionale.  (m.d’a.)