giustiziami

Cronache e non solo dal Tribunale di Milano

Spifferi

L’ALBA DELL’INNOCENTE

Processo Finmeccanica. I giudici si sono barricati da ore in camera di consiglio per decidere su una questione di diritto.  Gli avvvocati degli ex manager Orsi e Spagnolini affrontano ogni discorso possibile, dal codice a come cucinare la pasta senza renderla collosa. Poi, uno di loro, appassionato d’arte, si illumina. “Ma qui vicino c’è un Fiume!”. “Un fiume?”. I giornalisti si guardano sconvolti pensando a un corso d’acqua che attraversa le viscere del Palazzo. Come una scolaresca in gita, gli avvocati fanno crocchio attorno alla loro guida e riescono a entrare, appofittando della presenza dell’uomo delle pulizie, nell’aula al primo piano che ospita un olio su tela di Salvatore Fiume. Titolo, assai gradito agli avvocati: “L’alba dell’innocente”. La ‘guida’ togata assicura di averlo visto dipingere grazie al compianto avvocato Cillario che “era amico di Fiume”. (m.d’a.

(03/05/2017)

LIGRESTI FOR BOCCASSINI

Con la Procura di Milano i Ligresti’s finora hanno avuto solo guai. Ma ora arriva Ginevra Rossini, figlia di Giulia e nipote dell’immobiliarista Salvatore, a riscattare un passato travagliato. Il giorno dopo l’arresto del somalo ritenuto l’aguzzino del campo, o meglio lager libico di Bani Al Walid, dove venivano torturati i migranti in attesa di barcone per l’Europa, la bella Ginevra posta un video su Instgram in cui racconta la sua esperienza di traduttrice delle ‘voci’ dei somali nell’inchiesta di Ilda Boccassini. “Finalmente! – esulta – Ho fatto questo video il 26 settembre dopo 10 ore di interrogatori. Dato che casualmente mi trovavo proprio lì mi sono offerta e ho fatto da traduttrice dall’inglese per aiutare la polizia”. Il filmato la mostra salutare entuasiasta i giovani somali il cui volto, forse, andava oscurato con più attenzione.  (m.d.a.)

(18/01/2017)

SECCHIELLO E PALETTA

Qualche giorno dopo che la Procura Generale ha avocato l’inchiesta sulla Piastra di Expo, il pubblico ministero cammina tenendo sotto il braccio imponenti fascicoli. “Dove va dottore?”, domanda l’ignaro cronista. E lui, con gran sorriso e altrettanto senso dell’ironia: “Sto andando a insabbiare questi fascicoli”.(m.d.a.)

(15/11/2016)

 

MARONI AL PM, SE AVESSI PRESO UNA TANGENTE SAREI A CUBA

Break del processo a Roberto Maroni, accusato di pressioni indebite per favorire 2 sue ex collaboratrici. L’aria condizionata rinfresca a puntino, il governatore è di buon umore.  Si è appena concluso l’intervento del suo legale, Domenico Aiello, che ha chiesto ai giudici l’inutlizzabilità delle telefonate intercettate nell’inchiesta sugli aerei venduti da Finmeccanica all’India. Maroni si avvicina al pm Eugenio Fusco con un sorriso largo. “Eh, sono incazzato con chi  ha raccontato che avrei preso una tangente da dieci milioni (lo mise a verbale  un ex manager del gruppo). E sa perché? Perché se avessi preso dieci milioni starei a Cuba, mica qua”. E nell’evocare le meraviglie del paese di Fidel forse rivede il Bobo che fu, ragazzo marxista leninista che militava in Democrazia Proletaria. (m.d’a.)

(07/07/16)

PG, MAESTRO PIFFER SCUSAMI, MA QUI HAI SBAGLIATO

“L’estensore della sentenza (Guido Piffer, ndr) è stato il mio maestro, ma anche i maestri sono umani e possono sbagliare”. Prima di chiedere le condanne per i 4 poliziotti accusati della morte di Michele Ferrulli mentre lo arrestavano, il pg Tiziano Masini ci tiene a ribadire la stima per il giudice che li ha assolti in primo grado dopo avere fatto a pezzi le motivazioni al verdetto.   (m.d’a.) 10/03/2016

LA FORBICE

L’insegnante, attorniata dall’allegra scolaresca in gita al Palazzo di Giustizia,  sfoggia tra le mani una grande forbice dopo averla estratta dalla borsetta. L’attrezzo non è sfuggito ai raggi x e le guardie la invitano ad abbandonarlo prima di varcare l’ingresso. “Ma perché?”, chiede con onesto candore. Gli addetti alla sicurezza provano a spiegarglielo più volte ma lei insiste: “Fatemela portare dentro, conosco un giudice, è mio amico”.  La raccomandazione della forbice.  (.m.d.a.) 28/01/2016

 

LA FESTA D’ADDIO DI BRUTI, UNA BICI E LA PACIFICAZIONE

E’ Natale, mica per niente. Così alla festa d’addio di Bruti Liberati, procuratore in pensione che aveva convocato pm, personale e giornalisti per un ultimo congedo, c’erano diversi magistrati che in questi anni l’hanno criticato aspramente sostenendo la battaglia contro di lui capeggiata da Alfredo Robledo. Più o meno era presente la metà dei pubblici ministeri in servizio a Milano. Tra i grandi assenti, Ferdinando Pomarici, visto brindare in mattinata con altri colleghi, tra i quali Armando Spataro, venuto apposta da Torino, e che poi è passato a salutare anche Bruti col quale non è sempre stato tenero.  All’ex procuratore sono stati regalati libri e una bicicletta con pedalata assistita. Edmondo ha inforcato il velocipede nero e ha percorso sui pedali un tratto del corridoio della Procura suscitando la meraviglia della di solito compassata (e sempre molto elegante) Giulia Perrotti che ha esclamato: “Questa scena è memorabile”. Ha preso la parola il suo successore (nonché fotografo ufficiale dell’evento), Pietro Forno, che ha improvvisato un discorso: “Mi hai fatto un bello scherzo – ha detto, rivolto a Bruti – lasciandomi la carica di procuratore firmatario. Passo la giornata a firmare cose che non conosco…e solo ora mi rendo conto di quanto sia gravoso l’incarico di procuratore. Per questo dobbiamo esprimerti la nostra gratitudine”. Catering ricco e apprezzato dai presenti. L’era Bruti è finita mentre qualche cronista immortalava Francesco Greco, seduto nell’ufficio di Bruti, chiedendogli se stesse facendo le prove per la successione e ottenendo un fiducioso sorriso in risposta. m.d’a.  (16/12/2015)

 

REQUIEM PER L’AREA OMOGENEA EXPO

Con la fine di Expo, il procuratore Edmondo Bruti Liberati ‘sopprime’ la cosidetta “Area Omogenea Expo 2015″ da lui istituita lo scorso 5 giugno, in pieno scontro con l’ex procuratore aggiunto Alfredo Robledo, e nella quale si era assegnato l’esclusivo e diretto “coordinamento” di tutte “le indagini che, direttamente o indirettamente” potevano “riguardare sotto qualunque titolo l’evento”. Con una circolare mandata a tutti i pm e anche, tra gli altri, al Csm, Bruti rileva “gli obiettivi” prefissati lo scorso giugno sono stati raggiunti, come la “piena ed effcace attuazione in termini di coordinamento delle indagini” e di “celerità delle procedure, tanto che i filoni più rilevanti” sono stati “gestiti con rito immediato” e si sono anche conclusi, in particolare la tranche che riguarda la cosidetta ‘cupola degli appalti’, con patteggiamenti. “Rilevato che le esigenze che hanno portato all’istituzione” dell’”Area Omogenea Expo2015″ sono “cessate”, “si dispone” la sua “soppressione”. Matteo Renzi ringrazia per la “sensibilità istituzionale” dimostrata.  (o2/11/2015)

 

LA STRETTA DI MANO TRA IL PM E IL NO EXPO

Non capita sovente di vedere un pm e un imputato da lui arrestato stringersi la mano. E’ sucesso nel corridoio del settimo piano del Palazzo, dove il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, che ha svolto le indagini sugli incidenti del primo maggio provocati dal corteo dei ‘no expo’, ha offerto la mano, ricambiato, da Davide Pasquale, uno degli antagonisti finiti in carcere. Il ragazzo, pochi minuti dopo, ha patteggiato la pena a un anno e due mesi. (07/10/2015)

SE NE VA IL PM LUIGI ORSI, SARA’ PG A ROMA

Dopo 27 anni in Procura a Milano, Luigi Orsi saluta e va a fare il procuratore generale della Corte di Cassazione. Profondo conoscitore della criminalità economica, Orsi ha indagato, tra le altre cose, sui Ligresti e su UnipolSai e sui crac di San Raffaele, Burani e Cirio. (10/07/2015)

 

ANCHE ALLA FESTA DI BRUTI LA PROCURA SI SPACCA

Qualche giorno fa è andata in scena la quinta edizione del ‘Bruti day’. Tutti gli anni il procuratore invita i pm nel giardino della sua bella casa milanese per festeggiare il genetliaco. Alla morettiana domanda ‘mi si nota di più se vado o non vado?’, la metà dei pm ha risposto partecipando, l’altra è rimasta a casa. C’erano anche alcune toghe che si sono schierate, più o meno apertamente, con Alfredo Robledo. Le regole del procuratore per i partecipanti sono ferree: niente mogli o fidanzate perché lo spazio è poco; sobrietà come si conviene a dei magistrati; niente regali. Il terzo dogma ha creato una crepa insanabile. Sulla mailing list della Procura per giorni sono andate avanti accalorate discussioni. “Non ci penso neanche ad andare a mani vuote”, “Bisogna rispettare la sua volontà”, “io il regalo glielo faccio, fate quello che volete”. Qualche pm commenta: “Mai vista tanta animazione per problemi ben più seri”. Alla fine ognuno ha scelto per sè. Per il resto le cronache narrano di un Bruti impeccabile padrone di casa e squisite libagioni a volontà.  (10/06/2015)

 

IL COLLOQUIO RENZI-CANZIO-BRUTI-FERRI DI FIANCO AI FERETRI

Di cosa hanno parlato il presidente del Consiglio Renzi, il presidente di Corte d’Appello Canzio, il procuratore Bruti Liberati e il sottosegretario alla Giustizia Ferri, a margine della camera ardente di Fernando Ciampi e Lorenzo Claris Appiani, due delle tre vittime della strage a palazzo di Giustizia?

Non è dato saperlo per certo. Taccuini e telecamere sono stati tenuti a debita distanza, ma l’incontro non è stato brevissimo: prima al terzo piano, non lontano dall’ufficio di Canzio, poi all’ingresso per le auto in corso di Porta Vittoria. “Hanno parlato anche di proroghe – riferisce un magistrato non presente ma informato – Quella di Bruti e quella di Canzio”, i cui mandati scadono a dicembre. Il presidente del Consiglio si sarebbe mostrato disponibile ad “interessarsi presso Legnini” (vicepresidente del Csm, ndr) per garantire, ove necessario, una proroga di un anno. (20/04/2015)

ROBLEDO GIUDICE PENALE A TORINO

Alfredo Robeldo sarà giudice penale a Torino. E’ stato assegnato alla V sezione penale del Tribunale piemontese che si occupa, tra l’altro, di criminalità organizzata e colpe mediche. Resterà dunque nel penale dopo che il Csm ha disposto con provvedimento cautelare d’urgenza il suo trasferimento per il presunto scambio di notizie riservate con l’avvocato della Lega Nord Domenico Aiello. Nel frattempo, Robledo ha presentato ricorso alle sezioni civili unite della Cassazione. (09/03/2015)

TORNA LA PM DELLE SCALATE E DELLA BARA DI MIKE

È ufficiale. Giulia Perrotti torna a Milano da procuratore aggiunto. La Procura che lasciò era molto diversa da quella scalacagnata di adesso. Erano i tempi dell’indagine Antonveneta a cui l’elegante pm diede il suo contributo nello smascherare il ‘bacio in fronte’ di Giampiero Fiorani al Governatore di Bankitalia Antonio Fazio. In questi anni, Perrotti è stata procuratore capo a Verbania dove, tra le altre cose, si è occupata del trafugamento della bara di Mike Bongiorno.  (5 marzo 2015)

LA TESTA SOTTO L’ACQUA

In bagno, un giudice mette la testa nel lavandino sotto l’acqua che scorre. Dopo almeno un minuto rialza il capo e con un sorriso placido mi confessa: “Sa, ho avuto un’udienza molto pesante. Avevo bisogno di un bagno freddo alla testa. Ora va molto meglio”. (gennaio 2015)

ROBLEDO INCROCIA BRUTI E…

In tutti questi mesi ci siamo chiesti cosa sarebbe successo se Alfredo Robledo ed Edmondo Bruti Liberati si fossero trovati ‘face to face’: insulti, aggressioni fisiche, minacce di querela? Oggi è successo. Robledo stava parlando al telefono in Procura quando ha incrociato il suo capo ripudiato e dal quale a sua volta è stato ripudiato. I due si sono guardati e Robledo ha detto ‘ciao’ come a un vecchio amico, subito contraccambiato dal procuratore capo. E’ quasi Natale. ( 09/12/2014)

QUEL CAMBIO DEL COGNOME IMBARAZZANTE DURANTE IL PROCESSO.

A Busto Arsizio oggi è successo che, durante un processo, l’imputato ha cambiato identità. No, non si è sottoposto a un’operazione per cambiare sesso e neppure c’è stato uno scambio di persona. Semplicemente il signor Colluccello si è stufato di chiamarsi così e, seguendo i dettami della legge, si è scelto un nuovo cognome diventando un più ordinario ‘imputato signor Colucci’. (segnalato da Stekka il 24/11/2014)

 

CHI È QUEL PM CHE FA LA QUESTUA PER TROVARE UN MARESCIALLO E INTERROGARE FINO A SERA?

C’è un pm che si aggira per i corridoi del quarto piano. “Maresciallo, lei ha da fare giovedì sera?”. “Ehm, sì, mi dispiace, ci sono solo al mattino”. “Uhm, no scusi, proprio giovedì devo andare a prendere mia figlia in piscina”. Gli interrogatori, si sa, specie quelli importanti, hanno un orario di inizio certo e una fine imprevedibile. Fare notte per condurre attività istruttoria serrata e prolungata non è cosa da tutti. Nel caso di specie, l’inquirente sarà affiancato da un militare della polizia giudiziaria al mattino, ma sa di non poter contare al cento per cento su di lui in caso di tempi supplementari plurimi. E ora vaga al quarto piano in cerca di qualcuno che sia disposto a dargli man forte nel dopocena. Aiutate il soldato pm.

 

DOPO SILVIO, LA IAFRATE ORA SI OCCUPA DI GIORNALISTI

Di lei si è sempre detto all’unanimità che era la “più bella” del processo Ruby. Quel 27 maggio 2010, fu protagonista del vorticoso ‘giro’ di telefonate in Questura che si concluse con l’affidamento della minorenne marocchina all’allora consigliera regionale Nicole Minetti, su input di Silvio Berlusconi. Giorgia Iafrate, indagata nel Ruby ter per una presunta falsa testimonianza nel Ruby bis su come andarono le cose quella nottte, ora cura le relazioni coi giornalisti in via Fatebenefratelli. E’ lei che stamattina ha fornito ai ‘neristi’ informazioni sull’omicidio di via della Commenda dove un uomo di 42 anni ha strangolato la sua convivente.  (20/10/2014)

 

IL RECORD DI INDAGINI TOLTE AI PM

Nell’ultimo anno, oltre una decina di indagini sono state ‘tolte’ dalla Procura Generale di Milano ai pm del distretto giudiziario che fa capo a quello meneghino, sfruttando il potere – dovere di avocazione che le è concesso dalla legge. Il caso mediaticamente più clamoroso è stata l’inchiesta sulla morte della 21enne Lidia Macchi, massacrata con 29 coltellate il 17 gennaio 1987. Il fasciolo dell’inchiesta sulla sua morte giaceva inerte a Varese, in attesa di chissà cosa, da molti anni, prima che lo riprendesse in mano con vigore il pg Carmen Manfredda. Ma hanno fatto rumore anche i fascioli tolti al procuratore aggiunto Francesco Greco. Il dato significativo è che, prima di quest’ultimo anno, la Procura Generale non aveva mai esercitato questo potere – dovere, se non in casi eccezionali. Inerzia della Procura Generale prima, o inerzia dei pm adesso? (30/09/2014)

 

MANI PULITE E FACCE SPORCHE

Anni fa, udienza delle tante per “mani pulite” e consueto accrocchio di avvocati di grido ed imputati eccellenti e ben vestiti in attesa dell’inizio. Di colpo si appalesano le guardie che trascinano coi soliti manettoni un tizio malconcio e dai lineamenti del viso alquanto lombrosiani al che uno dei prestigiosi legali chiede con aria un po’ snob : “ma quello sarà mica nel nostro processo ?”. Un principe del foro maggiormente dotato di ironia gli risponde “non credo, ha la faccia troppo per bene per essere uno dei nostri imputati”. (stekka)

 

C’E’ ANCHE UN PM CHE SI REVOCA LE FERIE

Mentre i suoi colleghi di tutta Italia sono ingrugniti con Matteo Renzi che minaccia di oscurargli l’estate di qui all’eternità,  un pm milanese ha chiesto quest’estate la revoca delle ferie per inguaiare ancora di più l’Expo. Claudio Gittardi si è auto – sospeso le vacanze alla fine di luglio per lavorare al nuovo capitolo dell’inchiesta sulla “cupola degli appalti” che ha portato oggi all’avviso di garanzia per Antonio Acerbo, il responsabile del Padiglione Italia.  (17/09/2014)

 

LA LEGGE DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA SECONDO COPPI

Oltre che essere il più bravo di tutti, l’avvocato Franco Coppi è anche molto simpatico. Così, quando alla fine dell’udienza Ruby a carico di Silvio Berlusconi, un cronista gli pone una domanda che rimanda ai temi del processo, il professore con sguardo guizzante risponde così: “Alla mia età si rinuncia alla domanda e si teme anche l’offerta, quando arriva, perché si rischia la brutta figura”. Capito Silvio? (15/07/2014)

 

CON GRAZIA E GRINTA

Grazie Pradella lascia la Procura di Milano per diventare Procuratore di quella di Imperia. Delle donne che hanno successo in mondi ‘maschili’, e vale anche per quelle magistrato anche se oggi è molto diverso da quando Pradella indossò la prima toga, spesso si constatano grandi capacità abbinate a un pessimo carattere, forse giustificabile con le difficoltà a farsi largo. Di Grazia Pradella possiamo dire invece che è riuscita a conservare un sorriso dolce, un atteggiamento aperto e leale coi giornalisti, un’umanità lampante (la-lunga-commozione-del-pm-pradella-al-processo-s-rita) ‘nonostante’ i grandi successi collezionati, dalla lotta al terrorismo alle inchieste sulla sanità, tra cui quella sulla ‘clinica degli orrori’. Buona fortuna. (18/06/2014)

FIORI ROSA

Qualcosa di dolce nella Procura più amareggiata d’Italia. A luglio il pm Alfredo Robledo si sposerà con una bella fanciulla. Luogo e data top secret, viaggio di nozze in Oriente. Auguri. (giugno 2014)

PRESUNZIONE D’INNOCENZA

“Un cliente in udienza mi chiede: ‘C’è comunque la presunzione di innocenza, vero?”. Non ce l’ho fatta e sono uscito di corsa dall’aula in toga per non scoppiare in una fragorosa risata davanti a tutti’”. (stekka).

SEMPRE AL COIN, MAGISTRATO SCAMBIATO PER COMMESSA

Lei è molto graziosa, elegante e sempre ben vestita. Con quel sorriso scintillante potrebbe venderti qualsiasi cosa. Attratto dalla sua allure, un cliente del Coin, il grande magazzino di piazza Cinque Giornate che dista pochi metri dal Tribunale, le si avvicina fiducioso per chiedere informazioni sulla merce: “Posso chiedere a lei?”. “No, io non lavoro qui”, si schernisce. “Ah, mi scusi – ribatte quello – la vedo sempre qui, pensavo fosse una dipendente”. Lei è un magistrato.

HARE KRISHNA IN PROCURA A CACCIA DI PROSELITI

Esco con un collega dall’ufficio di un pubblico ministero, alzo gli occhi e vengo folgorata da una ‘macchia’ arancione. Un Hare Krishna in Tribunale? Sì, non ci sono dubbi! Il ragazzo, capelli rasati e indosso la tunica caratteristica del movimento religioso, ci approccia con un sorriso luminoso e serafico, raro da vedersi in questo luogo. “Nino?”, chiede al mio collega. “No, veramente mi chiamo Igor”. Vorrebbe spiegarci un po’ di più della sua religione, mostrarci i libri che ha sotto braccio, ma lo blocco: “Eh, siamo giornalisti, non sembra ma stiamo lavorando”. La ‘macchia arancione’ verrà poi segnalata in altri punti del Palazzo in cerca di proseliti. (manuzza)

LA PROVA DEL DNA

Cammino lungo il corridoio centrale del terzo piano del Palazzo e una signora addetta alle pulizie mi si para di fronte. ”Lei scrive sul giornale, vero?”. ”Sì, prego”. ”Questa gliela devo raccontare, perché è uno schifo”. ”Prego”. ”Io quando passo di là li sento spesso, ma questo è un vero schifo”. Mi indica un ufficio in un corridoio laterale. ”Prego, mi dica subito che devo andare”. ”Io dico va bene farlo in ufficio, va bene io non discuto, ma non è che poi io devo pulire per forza quella roba”. ”Cos’è che deve pulire lei?”. ”Lo sperma”. ”Ah ecco, grazie e buona giornata”. (Roger)

IL TESTIMONE

Anni fa in uno dei miei primi processi difendo un tale ed era rilevante stabilire che non poteva aver guidato la macchina un tal giorno. Emerge che non aveva la patente e al termine dell’istruttoria dibattimentale, si sbraccia uno dal pubblico chiedendo la parola, al che il Presidente, tipo spiccio, gli chiede: ”lei sa invece se l’imputato guidava?”. Risponde l’improvvisato testimone: ”No, ma so che c’è tanta gente che anche senza patente guida…”. (stekka)

“SONO UNA SIGNORA”.

Mentre sono in coda al mitico self service del bar Battisti (bei tempi), vedo che una tipa si appropinqua al tavolo che faticosamente avevo bloccato con giacche e borse per avere un posto quando sarei stato con l’agognato vassoio zeppo di delizie, e le dico: “Sarebbe occupato”. Non appena si gira noto con raccapriccio che trattasi di una nota giudichessa assai severa e da vero ‘para’ le dico: “Ma no, stia pure, noi ci arrangeremo”, al che la suddetta ribatte seccata: “No, se dice che è suo me ne vado”. A quel punto tento l’impossibile, recupero e dico sorridendo: “Ma ci mancherebbe, è una Signora”. Mi gela: “Ero una  Signora…anche da girata!”. (stekka)