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Cronache e non solo dal Tribunale di Milano

Giudice critica giudici, il popolo voleva pena solenne per Berlusconi

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Giudice non mangia giudice, ma a volte sì, se in ballo c’è la libertà di Silvio Berlusconi vista da correnti diverse della magistratura.  “Credo che oggi siano chiari i sentimenti che animano gran parte dei cittadini. Si aspettavano che venisse ribadita l’importanza di rispettare le regole e le leggi dello Stato. Si aspettavano che una grave condanna non finisse miseramente nel nulla e soprattutto non finisse con quella che sembra una presa in giro, con quelle quattro ore settimanali a intrattenere i vecchini”.  Non è Marco Travaglio, non è un opinionista, non è Giustiziami.  Chi critica con questi toni la decisione del Tribunale di Sorveglianza di evitare i domiciliari a Silvio Berlusconi è l’ex Procuratore Generale di Firenze Beniamino Deidda, direttore di ‘Questione Giustizia’, la rivista della corrente Magistratura Democratica. In un sorprendente editoriale che potete leggere su www.magistraturademocratica.it, Deidda si richiama  alla “volontà popolare” di cui si fa interprete, per deplorare la scelta di giudici “che hanno sottovalutato la difficoltà del loro compito”. “Se ne sono liberati con questa uscita un po’ curiosa delle quattro ore settimanali di impegno sociale, senza chiedersi cosa il condannato avrebbe fatto nelle restanti 164 ore della settimana. E in passato – chiosa malevolo – Berlusconi ha già mostrato di non sapere sempre impiegare il suo tempo in opere edificanti”. “Sarebbe stato bello – insiste Deidda – che i giudici sapessero interpretare il profondo sentimento popolare secondo cui la legalità sarebbe stata ripristinata solo con una decisione ferma e solenne, distante dalle polemiche contingenti, capace di riaffermare il primato del diritto e, nello stesso tempo, di recuperare una personalità con forti venature di ribellione alle regole e di preoccupante disinvoltura anti – sociale”.  L’esponente di Md precisa che la sua è un’analisi di carattere  “giuridico – sociale” e spiega che “i giuristi si aspettavano anche che il Tribunale cogliesse l’occasione per affrontare il tema delle misure alternative nei confronti di un uomo ricco, fortunato, con immensa disponibilità economica in Italia e all’estero, titolare di incarichi politici prestigiosi (…) un uomo che ha seminato pessimi esempi destinati purtroppo a fare scuola”. Poi censura il collegio presieduto da Pasquale Nobile de Santis, corrente Unicost,   perché non ha tenuto abbastanza in conto gli attacchi dell’ex Cavaliere alla magistratura che, giustamente, lui da ‘pari’ si permette invece di bastonare senza pietà. Con una foga da politico o da tribuno del popolo più che da giurista, invocando una sorta di giudizio ad personam per l’uomo delle leggi ad personam. (manuela d’alessandro)

Categoria: Berlusconi
  • rechtsanwalt ha scritto:

    che belli, i tempi, in cui c’erano i “tribunale del Popolo”…. :-) come dire: senza ritegno….