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Cronache e non solo dal Tribunale di Milano

Giudice ubriaco, è caccia disperata al nome (tra le toghe)

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“Eddai, dimmi chi è”. Non si sa. “Ma è uno importante o uno meno importante?”. Non te lo dico. “Ma chi è ‘sto collega ubriaco?”. Non posso violare il segreto istruttorio. Cioè, quello professionale. Insomma la notizia l’abbiamo data, mica ti possiamo dire tutto, e poi che cosa cambia ai fini del pubblico interesse?
E’ un mondo alla rovescia quello del Tribunale di Milano, da due giorni. Da quando cioè il sito giustiziami.it ha pubblicato la notizia del magistrato condannato a Brescia dopo una disavventura alcolica in bicicletta (vedi http://www.giustiziami.it/gm/ubriaco-in-bicicletta-magistrato-condannato-a-2-mesi-e-20-giorni-di-arresto/ ). Due mesi e 20 giorni convertiti in una multa, dopo un percorso giudiziario accidentato quanto quello compiuto sulle due ruote, a tarda sera, su un marciapiede, prima di imbattersi nel solerte vigile che ha accertato il tasso alcolico della toga-ciclista.
Da due giorni, la caccia al nome è partita. Lo chiede il cancelliere dell’ufficio Gip, lo vuole sapere il giudice di collegio al terzo piano, insiste l’avvocato che passa davanti alla sala stampa e ci prova così: “Ma che ti costa dirmelo? E’ un gip o un pm?”. Qualcuno prova a giocare sul calo di riservatezza tipico del social network, e ci tenta su Facebook. “Ma perché non lo scrivete ‘sto nome?”. Il nome è agli atti del Tribunale di Brescia. Noi il nostro lavoro l’abbiamo fatto. Ora, se voi siete bravi a fare gli investigatori, gli inquirenti, i giudici, gli avvocati, andatevelo a cercare là. (nino di rupo)

  • claudia33 ha scritto:

    Se si fosse trattato di un cittadino comune il nome lo avreste fatto, eccome! Stiamo parlando di una condanna, seppur in primo grado, svelare il nome quale segreto viola, scusate? Tutti i giorni escono nomi di persone arrestate o solo indagate. Non si tratta di semplice curiosità ma di correttezza dell’informazione e secondo me voi non siete corretti ad ometterne il nome.
    Che poi il vostro (eccellente) lavoro di giudiziaria sia un mix di bravura e ‘contatti’ importanti chiarisce perchè questo nome sia tenuto top secret, manco fosse un segreto di stato.

    • dalessandro ha scritto:

      Gentile lettore, grazie per offrirci l’opportunità di spiegare la nostra scelta. Abbiamo discusso tra noi se pubblicare il nome ma abbiamo convenuto, alla fine, di non farlo e non una per difesa della ‘casta’ o di una nostra ipotetica fonte, ma per altre considerazioni. La notizia per noi era nella buffa nemesi per un uomo di legge colpito dall’applicazione inusuale, seppur formalmente corretta, di una norma. Andare in bici su un marciapiede dopo un bicchiere di troppo non ci sembra un buon motivo per mettere in discussione il lavoro di un magistrato; diverso sarebbe se lo vedessimo alticcio al mattino in Tribunale. Grazie ancora per la sua attenzione e saluti.