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Cronache e non solo dal Tribunale di Milano

Cassazione rinvia al Riesame il “terrorismo anarchico”

La Cassazione ha annullato con rinvio a un nuovo Riesame l’accusa di associazione sovversiva finalizzata al terrorismo contestata a quattro anarchici arrestati a giugno scorso a Roma. All’origine della decisione potrebbe esserci una carenza di motivazione come avevano sottolineato i difensori degli indagati nei loro ricorsi. Bisognerà aspettare almeno una ventina di giorni per conoscere i motivi della scelta operata dalla Suprema Corte. Nel frattempo gli indagati restano in carcere.

G,i avvocati della difesa avevano presentato ricorso contro gli arresti paventando che il costante richiamo alla vicinanza ideologica a una determinata area dell’anarchismo diventasse l’unico criterio alla base degli arresti. I legali ricordavano che proprio la Cassazione aveva nel recente passato fissato dei paletti ben precisi affinché non si perseguisse il fatto ma il “tipo di autore”. Si tratta della tendenza che è storicamente rappresentata nel concetto di “diritto penale del nemico”.

Del resto al centro dell’inchiesta c’erano una serie di manifestazioni sit-in volantinaggi contro il carcere come istituzione e per denunciare le condizioni di detenzione aggravate dall’emergenza Covid. C’era e c’è il rischio di criminalizzare un pubblico attivismo politico impostato su una critica radicale anche dura a istituzioni pubbliche.

Sempre la Cassazione ha chiuso almeno per il momento un’altra partita quella relativa all’inchiesta “sorella” di quella romana avviata dalla procura di Bologna rigettando il ricorso del pm Stefano Dambruoso contro le scarcerazioni di un gruppo di anarchici finiti in carcere a maggio e poi rimessi fuori dal Riesame. Per Dambruoso noto per essere finito sulla copertina della rivista Time come cacciatore di terroristi islamici si tratta di una sconfitta su tutta la linea.

Per quanto riguarda l’indagine romana la Cassazione dovrà esaminare il prossimo 16 dicembre il ricorso di un’altra indagata Francesca Cerrone arrestata in Spagna e poi estradata.

Non è stata ancora fissata invece l’udienza sempre davanti alla Suprema Corte per discutere il ricorso dell’avvocato Ettore Grenci per conto dell’indagato Nico Aurigemma al quale era stato negato il colloquio con i genitori e la sorella. Tra i motivi del no al colloquio spiccava il parere del pm relativo al fatto che Aurigemma si era avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia. Cioè era stato penalizzato e “punito” per aver esercitato un suo diritto (frank cimini)

 

Dissenso radicale uguale terrorismo domani in Cassazione

L‘attivismo politico impostato su una critica anche dura e radicale a istituzioni pubbliche trattato come associazione sovversiva finalizzata al terrorismo. Se ne discute domani in Cassazione dove sarà esaminata la richiesta degli avvocati di un gruppo di anarchici arrestati a Roma a giugno scorso di annullare le misure cautelari in carcere poi confermate dal tribunale del Riesame.

”Il costante richiamo alla vicinanza ideologica a una determinata area dell’anarchismo diviene l’unico criterio che consente al tribunale di qualificare azioni e finalità delle stesse sotto la nozione di terrorismo tralasciando tutte le altre verifiche che la giurisprudenza costituzionale e quella di legittimità richiede siano svolte con particolare rigore attenzione e cautela” scrive in uno dei ricorsi l’avvocato Ettore Grenci che avverte: “Cosi si verifica esattamente il pericolo da cui ci mette in guardia la Corte Costituzionale ovvero quello di perseguire non il fatto ma il tipo di autore tendenza che è storicamente rappresentata nel concetto di diritto penale del nemico non a caso formatasi proprio sulla criminalizzazione di movimenti e organizzazioni ritenute ‘anti-Stato’”.

Nel motivare le misure cautelari sia il gip sia il Riesame avevano censurati in modo particolare le manifestazioni con sit-in volantinaggi e altro in relazione alle strutture carcerarie e alle condizioni di detenzione aggravate ulteriormente dalla crisi legata al Covid. Insomma domani in Cassazione si parlerà dell’infinità emergenza italiana e di una sorta di democratura che di fatto mette a rischio il dibattito politico fino a eliminarlo del tutto (frank cimini)

Battisti a forte rischio Covid, difesa chiede i domiciliari

“Anche in situazioni di ritenuta compatibilita con il carcere il magistrato di sorveglianza deve verificare se se la patologia di cui è affetto il detenuto sia da considerarsi grave e conseguentemente la prosecuzione della detenzione non possa che rappresentare un trattamento inumano e degradante”. Lo scrivono gli avvocati Maurizio Nucci e Davide Steccanella nell’istante con cui chiedono il rinvio dell’esecuzione della pena per ragioni di salute e la concessione degli arresti domiciliari per Cesare Battisti.

Gli avvocati ricordano che Battisti ha malattie pregresse da quelle polmonari a quelle epatichee al diabete ed è recluso nel carcere di Rossano dove si registra almeno un caso al giorno di un detenuto positivo al Covid.

Il pericolo di contagio spiegano i legali in un ambiente altamente patogeno come quello carcerario è sicuramente maggiore poiché non consente forme di isolamento preventivo.

L’attuale mancanza di letteratura scientifica e l’aggiornamento sul campo portano a una situazione drammatica che ricade su un diritto inalienabile quale è quello alla salute del detenuto.

Gli avvocati chiedono che Battisti vada agli arresti domiciliari a casa del fratello in provincia di Grosseto dove è stata registrata l’assenza di casi di positività al Covid.

Dopo aver riferito dell’istanza tocca aggiungere che non bisogna avere la palla di vetro per capire che la stessa non ha molte probabilità (eufemismo) di essere accolta. È la ragione principale del diniego sta ne fatto che i giudici di sorveglianza hanno paura delle reazioni della cosiddetta opinione pubblica, dei giornali e dell’ineffabile ministro della Giustizia Fofo’ Bonafede che a ogni scarcerazione per motivi di salute manda gli ispettori per criminalizzare di fatto chi ha disposto i provvedimenti.

Ma gli avvocati hanno fatto il loro mestiere a tutela dell’assistito e del diritto alla salute in carcere che va al di là del caso Battisti. Di questo si parlerà domani nel corso di una manifestazione davanti al carcere di Rossano convocara da un appello firmato da avvocati, docenti universitari, giuristi e giornalisti (frank cimini)

 

Battisti: cercatevi un altro mostro da esibire

Appena trasferito nel carcere di Rossano in regime di alta sorveglianza in una situazione “ancora più feroce rispetto a Oristano” Cesare Battisti oltre a denunciare la presenza nella stessa prigione di fondamentalisti islamici pericolosi per la sua incolumità lancia in una lettera ai suoi avvocati un messaggio ben preciso.”A coloro che non possono farne a meno consiglio di trovarsi un altro mostro da esibire“ sono le sue parole.

Battisi nella lettera ai legali scrive di essersi assunto più colpe del dovuto “in un segno di pace e di compassione per tutte le vittime di un conflitto che ha creato un frattura sociale. Mi sono fidato così come gli avvocati e ci sono state alcune voci garantiste anche dentro le istituzioni. Purtroppo la risposta dello Stato è stata micidiale. Seppellito prima venti mesi a Oristano e poi indispettiti dallo sciopero della fame mi precipitano nell’isolamento di Guantanamo Calabro dove mi aspetta un isolamento indefinito”.

Battisti ammalato di diabete praticamente impossibilitato a mangiare i grassi della dieta carceraria aveva chiesto già a Oristano di potersi cucinare pietanze più leggere come il riso in bianco. Ma il tipo di sorveglianza alla quale è sottoposto sembra non permetterglielo.

”Ecco cosa riserva lo Stato a chi si è detto disponibile affinché si potesse superare un conflitto armato sepolto da più di 40 anni di reticenze istituzionali e di disinformazione – aggiunge Battisti che deve scontare 4 ergastoli e che si vede protrarre un isolamento diurno che avrebbe dovuto essere di sei mesi secondo le sentenze – uno Stato forte sa e deve discernere il buio dalla luce. Purtroppo si ricorre agli antichi metodi che non fanno di certo onore a una democrazia del secolo XXI”.

Fonti del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria si limitano a dire di non avere riscontri di pericoli per Battisti da parte di fondamentalisti islamici. I legali del detenuto ribadiscono di volere risposte dalle autorita’. Insomma la possibilità di farsi con le proprie mani un riso in bianco al fine di salvaguardare la salute non dovrebbe essere un pericolo per le istituzioni. Anche se si tratta del detenuto che il giorno dell’estradizione un paio di ministri di questa Repubblica si divertirono a riprendere con gli iPhone per esibire il mostro. Battisti adesso dice per quel ruolo di cercare qualcun altro (frank cimini)

Solidarietà ai detenuti come terrorismo? Cassazione il 3/11

Un elenco di azioni di modesto allarme sociale danneggiamenti imbrattamenti reati contravvenzionali affissioni di manifesti tutte realizzate nell’ambito di una generalizzata campagna di solidarietà ai detenuti possono essere assimilabili ai delitti contro la personalità dello Stato al terrorismo? È la domanda alla quale è chiamata a rispondere la Cassazione che il prossimo 3 novembre discuterà il ricorso contro gli arresti di un gruppo di anarchici avvenuti a Roma a giugno scorso e poi confermati dal Riesame che secondo i difensori sarebbe andato oltre la stessa motivazione del gip che aveva emesso le misure cautelari.

Nel ricorso a tutela dell’indagata Francesca Cerrone l’avvocato Ettore Grenci ricorda che era stata proprio la Suprema Corte in passato a precisare che “la semplice idea eversiva non accompagnata da propositi concreti e attuali di violenza non vale a realizzare il reato ricevendo tutela proprio dall’assetto costituzionale che essa mira a travolgere”.

Il gip prima e il Riesame poi avevano aderito a quella parte della giurisprudenza che considera la fattispecie di reato il pericolo presunto dove alla configurabilità non è richiesto un evento naturalisticamente inteso ma una mera messa in pericolo del bene giuridico tutelato.

La Cassazione comunque aveva precisato che non qualsiasi azione violenta può farsi rientrare nel concetto di eversione ma solo quella che miri al sovvertimento dei principi fondamentali che formano il nucleo intangibile dell’assetto ordinamentale.

Per i difensori il Riesame avrebbe finito per valorizzare unicamente il presunto “contesto” in cui il gruppo avrebbe agito ovvero l’adesione ideologica degli indagati all’anarchismo. Il Riesame avrebbe valorizzato oltre misura il presunto legame esistente tra alcuni indagati e Alfredo Cospito esponente del Fai da tempo detenuto.

Manifestazioni non autorizzate, riunioni, imbrattamenti  e diffusione di volantini assurgono  a gravi danni per il paese. Si tratta di una vicenda analoga a quella degli arresti di Bologna che però erano stati annullati dal Riesame e che saranno esaminati dalla Cassazione su richiesta della procura del capoluogo emiliano.

Va ricordato che in tutta Italia in concomitanza con la diffusione  del Covid-19 ci sono state diverse manifestazioni in solidarietà con i detenuti che hanno visto aumentare i rischi per la loro salute. Di pari passo c’è stata una intensificata attività investigativa tendente a mettere in discussione il diritto a manifestare intorno alle carceri e a reprimere l’area anarchica.

Gli avvocati nel ricorso denunciano che da parte del Riesame si esaspera la logica anticipatoriadella tutela penale comunemente sottesa ai reati di pericolo portandoa un parossismo insostenibile la limitazione dei diritti fondamental di elaborazione e manifestazione del pensiero critico in una società democratica. (frank cimini)