giustiziami

Cronache e non solo dal Tribunale di Milano

Le centinaia di fascicoli abbandonati al settimo piano del Tribunale

I colori della legge: rosa, verde, azzurro, giallo. Non si può dire che questa fotografia scattata al settimo piano del Tribunale di Milano rimandi l’immagine di una giustizia grigia.  E neppure di una giustizia chiusa in se stessa; chiunque può passare, sfogliare, portare via. Pezzi di antiquariato giudiziario o fascicoli freschi. Se avete la passione degli archivi passate di qua, nel fine settimana, a  farvi un bagno di colore. (manuela d’alessandro)

No Expo, Grecia nega estradizione degli antagonisti arrestati

La magistratura greca ha detto no all’estradizione di 2 dei 5 anarchici destinatari di un ordine di cusodia cautelare in carcere con le accuse di devastazione, saccheggio, incendio, travisamento e per uno di loro anche uso di armi improprie, in relazione alla manifestazione del primo maggio scorso a Milano. Non si conoscono ancora le motivazioni ufficiali del provvedimento emesso pochi minuti fa. L’orientamento per gli altri 3 arrestati sembra essere lo stesso. Gli anarchici erano già in libertà provvisoria con il solo obbligo di firma in attesa della decisione arrivata oggi dopo che nell’udienza di ieri erano stati sentiti per circa 8 ore numerosi testimoni.

L’estradizione era stata chiesta dai giudici di Milano sulla base del Mae (Mandato di arresto europeo).   Nell’indagine del capoluogo lombardo erano state arrestate altre 5 persone, sulla base dei filmati sugli incidenti visionati dalla Digos (frank cimini)

Cassazione, censura al giudice milanese che ha irriso l’avvocato

 

Avviso ai giudici: prendere in giro un avvocato non si può, anche se ha torto. A fare sfoggio di eccessiva ironia era stato il magistrato milanese Benedetto Simi De Burgis incappato qualche tempo fa in una sanzione disciplinare del Csm per avere tenuto un “tono irridente e allusivo” nei confronti di una curatrice nell’ambito di una procedura di sostegno. La suprema corte ha depositato ora una sentenza con la quale conferma la censura inflitta dal Csm, che è una “dichiarazione formale di biasimo” a carico di Simi De Burgis per avere violato il “i doveri di correttezza, imparzialità ed equilibrio, ponendo in essere abitualmente provvedimenti lesivi della sua immagine, gravemente scorretti nei confronti di parti, difensori, personale amministrativo, colleghi e ausiliari” (legge 109 del 2006 sugli illeciti disciplinari dei magistrati).

Il magistrato si era preso gioco per iscritto di una curatrice ironizzando sulla sua esosa richiesta di liquidazione rispetto all’entità del patrimonio da lei amministrato e su altre strategie procedurali del legale.  Con la sentenza, gli ermellini smontano le tesi difensive del magistrato anche in relazione ad altre incolpazioni, tra cui cui avere fornito a una delle parti di un procedimento di interdizione suggerimenti in virtù di “un rapporto di conoscenza personale” e avere revocato a una professionista la nomina di curatrice di un minore a seguito dell’accusa, poi rivelatasi “infondata, di avere trattenuto illecitamente somme di proprietà dell’assistito”.  De Burgis nel ricorso ha scritto  che l’avvocatessa redarguita “aveva specifici motivi di astio nei suoi confronti” ma per le sezioni unite i sei capi di incolpazione costituiscono nell’insieme”comportamenti abitualmente e gravemente scorretti”. E, in ogni caso, anche se il legale aveva torto, come rivendicato da De Burgis, per la suprema corte poco conta: non doveva permettersi di sbeffeggiarla.  (manuela d’alessandro)

Sentenza Cassazione su Simi De Burgis