giustiziami

Cronache e non solo dal Tribunale di Milano

“Qui abbiamo salvato le vite di avvocati e magistrati”.
Ma l’ambulatorio del Palazzo sta per chiudere.

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Il 30 settembre, dopo una trentina d’anni di attività, si spegne il ‘pronto soccorso’ del Palazzo di Giustizia.  Nonostante la raccolta firme promossa dai sindacati, il sipario sull’ambulatorio al primo piano del Tribunale sembra ineluttabile. “Eppure qui abbiamo salvato delle vite – sottolinea con amarezza il medico della Asl Gildanna Marrani che da 20 anni accoglie il ‘popolo’ del Palazzo ogni giorno –  adesso per settemila euro di spese di luce e riscaldamento che non vuole più pagare, il Comune, proprietario dell’ambulatorio, chiude tutto”. Palazzo Marino ha chiesto alla Asl di versare i soldi che garantirebbero la sopravvivenza del presidio sanitario ricevendo un secco no di risposta.

“Si è scritto che qui più che misurare la pressione ai cancellieri non facciamo – recrimina Marrani – ma non è proprio così. E nemmeno è vero che abbiamo cento pazienti all’anno, la media, negli ultimi anni, si attesta a 600 persone”. La dottoressa, dipendente dell’Asl, apre il libro dei ricordi più gustosi. Alcuni buffi, altri drammatici. “Ricordo il vecchietto malato di Alzheimer, che era tornato indietro di 20 anni e veniva qui pretendendo di partecipare all’udienza della sua separazione. Riuscii a evitargli un tso. Ma anche l’avvocato a cui consigliai il ricovero per dei forti dolori alla pancia, nonostante il suo medico gli avesse assicurato che non aveva niente. Alla fine mi ascoltò e si salvò dalle conseguenze di una peritonite”. Tra i suoi ‘clienti’, giudici, avvocati, gente di passaggio. “Gli avvocati sono restii a farsi curare. Vanno sempre di fretta, sono incoscienti e non ascoltano i medici”. Le torna in mente quando ‘salvò’ un processo importante. “Un detenuto cardipopatico ebbe una crisi ipertensiva durante un’udienza. Lo rimisi in piedi con una puntura e ancora oggi il giudice mi ringrazia perché quella era un’udienza molto delicata”. Dal 30 settembre, la dottoressa chiuderà per sempre la stanzetta dove ha curato migliaia di malati “sempre gratis”. “Io non resto disoccupata, l’Asl mi darà un altro incarico, ma ci tengo a rivendicare il lavoro fatto in questi anni di cui ora nessuno sembra ricordarsi più”. (manuela d’alessandro)

 

 

 

 

Categoria: Nera
  • driver ha scritto:

    Un vero peccato. Lavoro in Tribunale da tanti anni e l’ambulatorio mi è sempre stato utile durante le ore di lavoro per le mie patologie cardiache e polmonari…il medico, la dott.ssa Marrani, mi ha sempre aiutato con grande , competenza, precisione e professionalità e posso davvero dire che sarà una grande perdita. Ma lasciare il Tribunale privo di un presidio medico è una vera follia…

  • davidel ha scritto:

    E’ difficile se non impossibile immaginare il Palazzo di Giustizia senza un valido presidio medico. Io personalmente ho avuto un addome acuto e se non fosse stato prontamente diagnosticato dalla dott.ssa Marrani, sarei certamente morto. E mi dispiace che non ci sia più un medico così competente e preciso che possa intervenire. Bell’articolo, anch’io mi associo all’altro utente e dico che è un vero peccato.