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Cronache e non solo dal Tribunale di Milano

La battuta choc di Berlusconi su Balotelli che non avete mai ascoltato

Ecco la frase choc di Silvio Berlusconi che finora nessuno vi ha fatto ascoltare con le vostre orecchie. Quella battuta razzista e francamente inattesa, riferita a Mario Balotelli, di cui vi abbiamo parlato quasi due anni fa, quando il video che troverete qui sotto fu depositato agli atti dell’inchiesta Ruby ter. Da allora il catenaccio anti-giornalista messo in atto dalle parti che avevano accesso a questo documento è stato micidiale. Ora qualcosa si è spezzato.

Riteniamo sia doveroso darne conto, considerato il ruolo pubblico che Berlusconi ancora ha, in un momento in cui il tema del razzismo è di lampante attualità. A Mario Balotelli la massima solidarietà per quello che forse non avrebbe voluto sentire e che invece fa ancora tristemente parte dell’armamentario para-umoristico italiano. La scenetta si conclude con Berlusconi che dice a Marysthelle Polanco “tu sei abbronzata, lui invece è proprio negro negro”. Parole che ci fa un certo effetto anche solo trascrivere. Il video lo trovate qui sotto.

Eccolo: berlusconi-balotelli-giustiziami

Video inedito di Berlusconi
“Balotelli negro”, tu Polanco “solo abbronzata”

 

 

Raffaella Fico…Raffaella…”ma quella sta con Balotelli che se la tromberà due tre volte e poi la molla“, dice Marysthelle Polanco a un Silvio Berlusconi stanco, appesantito e spaparanzato su un divano damascato, nella sua villa di Arcore, in maglioncino blu d’ordinanza. L’ex cavaliere interviene sul punto: “Che poi, te lo dico, a me una che va con un negro mi fa schifo”. La Polanco si sente chiamata direttamente in causa: “Papi, ma io sono negra!”. “No tesoro, lascia stare, tu sei abbronzata”. Sorrisino.
Ritratto inedito di Berlusconi che emerge da un video di 27 minuti depositato agli avvocati dalla Procura di Milano e proveniente dalla rogatoria Svizzera condotta nell’ambito dell’inchietsa Ruby ter. Una scenetta che rievoca il famoso “abbronzato” di Obama, ma che rivela un linguaggio fin qui sconosciuto sulla bocca di Silvio Berlusconi. Il quale parla rilassato, in una situazione di grande famigliarità con le sue ospiti, non sapendo di essere ripreso di nascosto dalla soubrette Marysthelle. Oltre a lei, altre due giovani donne, le quali piombano ad Arcore per supplicare di avere un lavoro di rilievo e visibilità nell’azienda del Cavaliere. Come la Fico, oppure come “quella di Sipario” o addirittura come un certo Emilio Fede. “Devi chiamare e dire, lui non fa più il direttore, lo faccio io il direttore del Tg4“, insiste, scherzosa, la Polanco.

Le Olgettine convocate dalla Gdf
Nel mirino lo ‘stipendio di Papi Silvio’

 

Chi ha dato ha dato, ma chi ha avuto viene multato. E lo ‘stipendio di Papi’ rischia di finire nelle mani dello Stato.

Mancano pochi giorni all’udienza preliminare che vedrà Silvio Berlusconi di nuovo imputato (questa volta per corruzione in atti giudiziari) accanto a una ventina delle sue ospiti del bunga bunga arcorino. Proprio in questi giorni, con un tempismo stupefacente, la Guardia di Finanza ha convocato in caserma le ragazze, per la resa dei conti. Quelli veri, da misurare in euro. Nulla di penalmente rilevante, in questo caso, il problema è la legge che disciplina l’utilizzo di contanti. Ricordate la famosa soglia dei mille euro di Mario Monti, poi innalzata a 3mila euro con il discusso provvedimento del governo Renzi? Le ragazze, stando all’indagine Ruby ter di cui la Gdf ha acquisito gli atti, lo avrebbero ampiamente superato, innumerevoli volte. Con buste zeppe di contanti. Per esempio con quella sorta di stipendio da 2mila o 2500 euro al mese ‘confessato’ dalle stesse ragazze in Tribunale e persino dallo stesso Berlusconi, il quale sostenne “la Procura le ha rovinate, io le aiuto“.

Evidentemente la Gdf, che nega le convocazioni (confermate invece a Giustiziami da almeno quattro fonti indipendenti) deve aver portato a termine i suoi calcoli. E non devono essere stati semplici: nel corso degli anni le normative sono cambiate. Tra le convocate (ma nessuna di loro si sarebbe presentata) c’è una giovane che avrebbe ricevuto almeno 147mila euro. Un’altra che ne ha avuti quasi 190mila. Una terza che in contanti, stando alle indagini della Procura, avrebbe ricevuto ‘solo’ 25 mila euro. Sulle restanti frequentatrici di Arcore, non abbiamo conferme. Tutte comunque rischiano di dover sganciare, sotto forma di multa, fino al 40 per cento di quanto ricevuto dall’ex Cavaliere. Cosa che forse Berlusconi non immaginava, ai tempi in cui manteneva le sue predilette, e che forse forse un pochino lo farà arrabbiare…i suoi soldi per le ragazze, girati all’Erario. Che disdetta.

Ah, ci sono due protagonisti della vicenda che per ora non stati ancora convocati: Berlusconi e Ruby.

In esclusiva l’audio della telefonata Berlusconi – Mantovani: lavoro – sesso – segretarie

Raccomandazioni, posti di lavoro da trovare a fratelli, compagni, ex mogli. E poi nomine per i vertici Aler da spartire in quote prestabilite tra Forza Italia, Lega, Ncd, Lista Maroni. Tra i criteri per sostenere un candidato “l’essere un bell’uomo”. E poi un’inedita battuta (sesso-lavoro-segretarie) in tipico stile di Arcore. “Non mettete quella famosa clausola che dice che la segretaria deve fare l’amore ameno una volta alla settimana”.

Berlusconi Mantovani (file .wav)

C’è tutto questo nella breve telefonata del 22 dicembre 2013 – pubblicata in esclusiva da Giustiziami – tra Silvio Berlusconi e Mario Mantovani. La conversazione è intercettata dalla Guardia di Finanza di Milano nel corso delle indagini che hanno portato l’ex senatore ed ex assessore regionale prima in carcere e poi ai domiciliari con accuse di corruzione, turbativa d’asta e altro. Nell’inchiesta condotta dal pm Giovanni Polizzi è indagato anche l’ex assessore regionale leghista Massimo Garavaglia, con l’accusa di aver dato il suo contributo a quella che gli inquirenti ritengono una turbativa d’asta: una gara per il servizio trasporto dializzati i cui effetti vengono vanificati, stando alle accuse, grazie all’intervento della catena Garavaglia-Di Capua-Scivoletto, ovvero l’assessore all’economia, il suo braccio destro e il direttore della Asl1 di Milano. Viene così favorita una onlus, la Croce Azzurra Ticino, facendo arrabbiare chi quella gara se la era regolarmente aggiudicata. Garavaglia, indagato per questo unico episodio, ha presentato una memoria difensiva. L’8 marzo, davanti al gup Gennaro Mastrangelo, inizierà l’udienza preliminare per 15 imputati, tra cui i due politici Mantovani e Garavaglia.

Berlusconi, intercettato indirettamente mentre parla con il fedelissimo Mantovani, non è indagato. Tra gli episodi citati nella conversazione che pubblichiamo, uno merita una spiegazione. E’ quello che riguarda Alan Rizzi, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Milano. Il quale, a dicembre 2013, decide di passare a Ncd, ‘tradendo’ l’ex Cavaliere. Pochi giorni dopo, però, fa marcia indietro. Con una mossa imprevista e apparentemente inspiegabile. Che cosa ci sia dietro, lo chiariscono le parole di Silvio Berlusconi.

Emilio Fede va alla guerra contro le testimoni del processo Ruby ma per il gip fa querele “pretestuose”

L’uomo è sanguigno, si sa. E si sa anche che “la miglior difesa è l’attacco”. Sorprende però che un giornalista esperto come Emilio Fede, ex direttore di successo, questa volta sia stato tanto impulsivo da fare – in sede giudiziaria – come il pilota che a 90 all’ora punta dritto contro un muro di cemento armato. Facendosi male da solo.

Il suo muro incrollabile, Fede lo trova nelle dichiarazioni di tre testimoni, Chiara Danese, Ambra Battilana e Imane Fadil, nel processo Ruby. Quelle che hanno fatto luce sul bunga bunga e i metodi di cooptazione di giovani avvenenti ragazze ad Arcore. Le tre testimoni hanno contribuito alla condanna di Fede in primo e secondo grado (la Cassazione ha annullato, ci sarà un nuovo processo d’appello). Il 13 settembre 2013 Fede presenta a Novara una querela “per i delitti di calunnia, falsa testimonianza e altri eventualmente ravvisabili” (meglio abbondare. Meno di due mesi prima era stato condannato in primo grado nel processo Ruby per induzione alla prostituzione). Oggi il gip di Milano Donatella Banci Buonamici archivia la querela, e la motivazione non è piacevole per l’ex direttore del Tg4.

“Merita solo evidenziare, a dimostrazione della strumentalità della denuncia querela presentata dal signor Fede (…) il contenuto di alcune conversazioni riportate in sentenza e comunque non contestate dalle difese, dalle quali emerge in maniera assolutamente univoca l’impegno profuso da Fede nell’individuare e selezionare giovani donne da condurre al cospetto di Silvio Berlusconi e indurle al compimento di atti sessuali“. Il luogo è villa San Martino ad Arcore, “dove si verificheranno i sipari descritti da una pluralità di testimoni presenti”, scrive il gip. Le accuse a carico delle tre ragazze vanno archiviate perché è “assolutamente evidente la assoluta mancanza di elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio”. Ma non avevano detto una sacco di bugie in aula, come sosteneva Fede? “Allo stato, sulla base del materiale esistente agli atti, questo giudice non può che condividere la valutazione espressa dal collegio giudicante, non emergendo dalle dichiarazioni delle tre indagate elementi in grado di inficiarne la veridicità del contenuto. Vanno invece valorizzate la linearità e la coerenza delle dichiarzioni rese dalle testimoni, che risultano scevre da contraddizioni”. Il loro racconto è “logico e coerente, estremanente dettagliato nelle parti salienti e privo di qualisiasi forzatura o animosità punitiva o di odio nei confronti dell’imputato”. Lui invece un pochino arrabbiato forse lo è.

Il documento: archiviazione querela fede