giustiziami

Cronache e non solo dal Tribunale di Milano

Firme false, 2 anni 9 mesi a Podestà che Bruti non voleva far indagare

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Due anni e 9 mesi per falso elettorale. E’ la condanna di Guido Podestà, all’epoca dei fatti e ancora fino al 31 dicembre presidente della Provincia di Milano, per le firme false raccolte a sostegno del listino di Formigoni e della lista Pdl in occasione delle elezioni regionali del 2010. Il pm Alfredo Robledo aveva chiesto 5 anni e 8 mesi per falso ideologico. Il giudice Monica Amicone dimezza la richiesta di pena e riqualifica il reato. Ma la sostanza è che l’impianto accusatorio tiene in una vicenda che ha fatto parte del contenzioso tra il capo della procura Edmondo Bruti Liberati e l’aggiunto Robledo fino a poco tempo fa responsabile del dipartimento dei reati contro la pubblica amministrazione. (processo-a-podesta-sospeso-per-scontro-bruti-robledo-a-rischio-anche-quelli-a-formigoni-e-berlusconi).

Lo ha ricordato anche il professor Gaetano Pecorella in sede di conferenza stampa post-sentenza presentando un book di “22 domande senza risposta” (titolo “Che Italia è questa- Il processo di Robledo contro Podestà”) che farà da traccia per impugnare la condanna. “Bruti Liberati aveva invitato Robledo a compiere alcuni accertamenti e a non procedere all’iscrizione di Podestà, ma Robledo preferì procedere lo stesso”, sono le parole di Pecorella.

Robledo, questa ormai è praticamente storia, intese quell’invito del procuratore

come una sorta di interferenza nell’indagine a tutela della politica, un’azione insomma dello stesso segno di quella che avrebbe portato a “dimenticare nel cassetto per 6 mesi” il fascicolo Sea, quella volta a tutela della giunta di centrosinistra di Milano.

Pecorella quasi si diverte a citare il giurista Carrara, “quando la politica entra dalla porta la giustizia esce dalla finestra”, per poi ricordare di aver chiesto il trasferimento del processo da Milano a Brescia perché il suo cliente sarebbe stato una vittima della guerra interna alla procura.

La difesa lamenta la mancata citazione di diversi testimoni che avrebbero scagionato Podestà. Ci sarà il deposito delle motivazioni tra 90 giorni quando con ogni probabilità sia Bruti sia Robledo non saranno più in Procura per decisione del Csm e questa vicenda interesserà tutti un po’ meno di oggi (frank cimini)