giustiziami

Cronache e non solo dal Tribunale di Milano

Un indagato, nove a interrogarlo
E’ l’area omogenea Expo, bellezza

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Per fare un’area omogenea, bisogna omogeneizzare. E in effetti l’ultimo interrogatorio di Pierpaolo Perez, ex braccio destro di Antonio Rognoni, arrestato il 20 marzo scorso nell’inchiesta su Infrastrutture Lombarde, è parso ad alcuni il frullato, concentrato, di una serie di situazioni paradossali nate dallo scontro in procura tra il capo Bruti Liberati e l’aggiunto Robledo. Frizioni arrivate fino al Csm e a cui il numero uno della Procura ha di recente tentato di mettere un freno – per qualcuno un tappo – costituendo una “area omogenea” per le inchieste in qualche modo attinenti all’esposizione universale.

Primo. L’interrogato non era un capo di Stato, eppure nella stanza al quarto piano lato via Manara, a interrogare Perez c’erano, in ordine: il Procuratore capo, Bruti Liberati; l’aggiunto Alfredo Robledo; i pm Roberto Pellicano, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, del secondo dipartimento; quattro ufficiali della Guardia di Finanza. In totale nove persone per un solo indagato.

Secondo. Non si ricorda un interrogatorio alla presenza del Procuratore capo di Milano, almeno non nell’era Bruti.

Terzo. I magistrati erano i titolari dell’inchiesta stralcio che riguarda l’appalto della piastra Expo. Perez è stato arrestato in quella sulle presunte consulenze truccate di Infrastrutture Lombarde, ma i pm Pirotta e D’Alessio, cui quel fascicolo è intestato, non erano presenti.

Quarto. Per l’interrogatorio al suddetto non-capo-di-Stato, il corridoio è stato praticamente interdetto ai giornalisti, che venivano invitati dai Carabinieri ad allontanarsi, usanza riservata di solito a situazioni ben più delicate.

L’interrogatorio dura un’ora e mezza. Cinque magistrati, quattro investigatori, un avvocato, un indagato. Abbastanza per organizzare poi una partita di calcetto a cinque con tanto di riserva. O di pallacanestro. Una fonte ‘vicina al dossier’ definisce l’atto istruttorio “non fondamentale” e la situazione vista oggi “surreale”. Un’altra sottolinea come il povero Perez abbia ottenuto ciò che al Csm non riuscirà mai: “ricompattare la Procura”. Almeno apparentemente, si intende.